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Con sentenza del 16 aprile 2026 nella causa C-496/24, Stichting de Thuiskopie, la Corte di Giustizia dell’Unione europea è tornata a pronunciarsi in tema di diritto d’autore.

Il procedimento principale riguardava il prelievo per copia privata richiesto a HP e Dell, quali produttori di apparecchiature informatiche, con riferimento alle cosiddette offline streaming copies di opere musicali e audiovisive. Queste copie vengono memorizzate dal fornitore del servizio sul dispositivo dell’utente, ma restano accessibili soltanto attraverso l’applicazione, non possono essere trasferite e possono essere cancellate o rese inaccessibili dal fornitore o dal titolare dei diritti.

La Corte ha stabilito, in primo luogo, che tali copie non rientrano nell’eccezione per copia privata. La loro messa a disposizione è effettuata dal fornitore del servizio di streaming e l’utente non può disporne liberamente al di fuori del servizio. Inoltre, il titolare del diritto d’autore conserva il controllo sull’opera mediante misure tecnologiche che consentono anche di bloccare l’accesso alla copia.

In secondo luogo, la Corte ha precisato che le modalità con cui il titolare viene remunerato attraverso una licenza non sono determinanti per stabilire se operi l’eccezione per copia privata. Ciò che rileva è se il titolare abbia mantenuto il controllo dell’opera mediante misure tecnologiche e abbia potuto autorizzare la realizzazione della copia offline.

La decisione chiarisce quindi la distinzione tra una copia privata effettivamente realizzata e controllata dall’utente e una funzionalità offline che rimane parte del servizio di streaming e sotto il controllo del fornitore e del titolare dei diritti.


categoria:Diritto d’autoreNews